Suonare con qualcuno
e invece capire che è suonare insieme:
attacchi, perfetti o sbagliati, comunque in due.
Scoprire che eravamo già lì e
che il tempo non ci poteva far niente.
Voler fare il musicista sapendo che
le note non sono solo giuste o sbagliate
ma hanno anche altre dimensioni.
Vedere la tecnica strumentale come indispensabile mezzo ma non come fine.
Avere uno strumento per ponte non per frontiera.
Credere che non esista il pubblico,
ma persone che ti stanno ad ascoltare.
è tutto questo, è stato persino cercare di lasciar perdere, per poi arrivare ad ammettere di pensare come si è.
